sabato 27 aprile 2013

Design Made in Italy

Il 15 Aprile scorso, si è concluso il Salone del Mobile a Milano.
L'affluenza di pubblico in fiera è stato superiore allo scorso anno, segno positivo per il mondo dei mobili e del design "Made in Italy".
Il design chiama mondo e mondi diversi a Milano, che per una settimana si trasforma in un laboratorio meticciato di cultura globale, creatività e design, un vero teatro di eventi, relazioni, scambi di idee e culture, in cui prende forma il progetto del futuro.
La domanda è: cosa resta quando i party finiscono e gli "amici" se ne vanno?
Restano le aziende che esportano il design italiano e ogni anno investono nelle idee, le griffe del Made in Italy.
Le aziende che fanno conoscere il design italiano in tutto il mondo e ci rendono orgogliosi.
Ma cosa succede con queste aziende se lo stato non gli aiuta, perché sempre più imprese, specialmente quelle piccole e artigianali sono costretti a chiudere e cosi a far morire delle idee, tradizioni e cultura.
Siamo ancora leader del design nel mondo e vogliamo che rimanga cosi, aiutiamo le aziende a sopravvivere e scegliamo il "Made in Italy" oggi anche acquistabile su tanti siti di e-commerce, con sconti particolare come ad esempio nel sito di
www.designbuysdesign.com che offre grande firme a prezzi speciali per invogliare a comprare prodotti italiani e aiutare a non far sparire il design italiano.
 

venerdì 26 aprile 2013

Bcc chiude il 2012 con il segno più

Il presidente Roberto Scazzosi: «I dati positivi sulla raccolta e sul risparmio gestito esprimono la fiducia del territorio nei confronti della nostra banca»

Conto economico in attivo e fiducia dei risparmiatori in crescita: la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate archivia l'esercizio 2012 con il segno più e presenta la proposta di bilancio alla discussione e al voto dell'assemblea dei soci, in programma la mattina di domenica 28 aprile al Teatro Sociale di Busto Arsizio (Varese).
L'utile lordo al 31/12/2012 è stato di 1 milione 630mila euro (610mila euro detratte le imposte), l'incremento del margine di intermediazione del 13%, + 4% la raccolta diretta e + 40% il risparmio gestito rispetto al 2011.
«I numeri della raccolta esprimono meglio di qualsiasi altro indicatore la fiducia del territorio nella nostra banca -commenta il presidente della Bcc Roberto Scazzosi-; e non stiamo parlando di una cosa scontata di questi tempi, visto l'orientamento dell'opinione pubblica nei confronti delle banche. Sottolineo con una particolare soddisfazione la crescita della raccolta indiretta, trascinata dal + 40% del risparmio gestito: segno che non soltanto i clienti ci affidano i loro soldi, ma che ci chiedono consigli su come investirli».
Il risultato è frutto di una scelta strategica operata dalla Bcc: puntare sui servizi ad alto valore aggiunto, quelli di consulenza appunto, in cui la banca non gioca il ruolo di semplice salvadanaio, ma diventa il consigliere nella gestione del risparmio. Ed è una funzione, questa, che si configura sempre più come autentico driver per la crescita della redditività.
«Credo sia interessante qualche considerazione sulle ragioni per cui l'alta redditività della banca non si traduca in modo evidente in utile d'esercizio -dichiara il direttore generale della Bcc Luca Barni-. La spiegazione sta nelle difficili condizioni economiche in cui versa l'economia locale; noi dobbiamo mettere la redditività prodotta al servizio del costo del credito e lo possiamo fare perché, anche se piccola, siamo una banca ben patrimonializzata».
La voce 130 del bilancio, quella sulle rettifiche di valore, che esprimono le difficoltà attraversate dall'economia reale, si è mantenuta alta nel 2012 sfiorando i 9 milioni 700mila euro; nel 2011 era stata di poco inferiore ai 10 milioni di euro.
Il permanere delle difficoltà del sistema economico è alla base del calo degli impieghi (- 3,1%), dovuto a una minor domanda di credito e al ridotto livello di merito creditizio dei richiedenti, anche se il saldo dei crediti negli anni della crisi permane positivo: tra il 2009 e il 2012, infatti, gli impieghi hanno fatto registrare un + 12,2%.
Buoni risultati ha prodotto l'azione di contenimento dei costi operativi, che ha permesso di recuperare risorse a dispetto dell'aumento dei costi fissi e senza alcuna ripercussione sui servizi resi dalla banca.

mercoledì 24 aprile 2013

Whirlpool Corporation Confermati gli obiettivi di crescita della Corporation nel 2013

Whirlpool Corporation ha annunciato oggi guadagni pari a 252 milioni di dollari nel primo trimestre 2013 rispetto ai 92 milioni di dollari dello stesso periodo dell'anno precedente. I guadagni del trimestre comprendono i crediti d'imposta energy. I guadagni sono stati spinti dal mix prezzo prodotto favorevole, dalla produttività e dai benefici dati dalle iniziative per la riduzione dei costi e della capacità produttiva. Le vendite, nel primo quadrimestre 2013 sono state di 4,2 miliardi di dollari, rispetto ai 4,3 dello stesso periodo del 2012. Tolto l'impatto dei cambi e i più bassi crediti di imposta brasiliani (BEFIEX), le vendite sono in linea con quelle dell'anno precedente. «I risultati del primo trimestre sono in linea con le nostre aspettative e riflettono le azioni messe in campo per incrementare i margini e segnare il quinto trimestre consecutivo di crescita nel margine operativo -dichiara Jeff Fettig, Presidente e amministratore delegato di Whirlpool Corporation-. Ci attendiamo una moderata crescita delle entrate, dovuta alla tenuta del mercato immobiliare negli USA e a una domanda internazionale in crescita; siamo sulla strada giusta per rispettare i nostri obiettivi per il margine di profitto operativo, i guadagni e il flusso di cassa disponibile».

Previsioni
Per il prosieguo del 2013 Whirlpool Corporation si attende guadagni su azione diluita da 9,80 dollari a 10,30 dollari. Per l'anno in corso Whirlpool si aspetta di generare un flusso di cassa compreso tra i 600 e i 650 milioni di dollari. «Stiamo facendo leva su costi strutturali sempre più competitivi, sui brand forti e su prodotti innovativi per rafforzare il nostro andamento positivo -spiega Fettig-. I nostri continui investimenti in soluzioni innovative per il consumatore ci permetterà di raggiungere i nostri obiettivi di lungo termine».

Whirlpool Europe, Middle East e Africa (EMEA) ha registrato nel primo trimestre 2013 vendite per 668 milioni di dollari, contro i 687 milioni dell'anno precedente. La regione EMEA ha riportato una perdita operativa di 8 milioni di dollari rispetto al 2012. Il risultato anno su anno del profitto operativo è lo specchio della debolezza del'economia nella zona euro. Le aspettative per il 2013 sono per un andamento piatto degli ordinativi.

Lanci di prodotto:
- Piano di cottura con bruciatore piatto
- Forno a induzione, che permette di arrostire e cuocere con un risparmio del 50% di tempo ed energia
- Cappe da cucina Art Gallery
- Set prodotti di cottura in Ixelyum

 

www.whirlpool.it

Bilancio BAVARIA 2012: fatturato in crescita

Nel 2012, Bavaria ha superato il limite di volume d'affari di 500 milioni di euro. Il fatturato netto è aumentato di 52,5 milioni di euro rispetto al 2011. Il margine operativo lordo del 2012 ha chiuso a EUR 60,4 milioni di euro. Il risultato netto è di 21,7 milioni di euro (rispetto a 25,1 milioni nel 2011). In totale, Bavaria ha prodotto 5,8 milioni di ettolitri di birra di tutto il mondo nel 2012. A EUR 32,8 milioni, ingenti investimenti sono stati fatti per garantire una forte posizione sul mercato mondiale della birra anche in futuro. Il mercato mondiale della birra continua a crescere. Le vendite all'estero di Baviera sono salite a 3,7 milioni di ettolitri nel 2012. Bavaria opera sul mercato internazionale con una serie di marchi: Bavaria, Bavaria 0.0%, 8.6, Swinckels e una serie di marchi di birra speciali. Per il 2013, Baviera vede un sacco di opportunità in diversi nuovi mercati come l'Asia e l'Africa, e farà ulteriori investimenti su quei continenti. Nell'autunno del 2012, Bavaria ha acquisito una quota del 35% in Habesha Birrerie SC in Etiopia avente una capacità annua di circa 300.000 ettolitri. Insieme a Habesha, Baviera intende sviluppare ulteriormente il mercato della birra etiope e con questo, realizzare un'ulteriore crescita in Africa. Il mercato della birra olandese è ancora sotto pressione. Tuttavia, Baviera è riuscita ad aumentare la propria quota di mercato in entrambi i canali di vendita al dettaglio e della ristorazione nel 2012. Innovazioni di successo e gli investimenti in diversi segmenti hanno contribuito ad un aumento del volume delle vendite e di tutti i marchi nei Paesi Bassi. Anche le bevande analcoliche e le divisioni di malto hanno aumentato i loro fatturati nel 2012. Baviera ha una partecipazione del 57% nella Malt Holding che nel 2012 ha realizzato un volume record di prodotto e di vendita. Frank Swinkels, membro del consiglio di Baviera, spiega: "Baviera prevede che il mercato europeo della birra a continuerà a rimanere sotto pressione nel 2013; tuttavia, grazie a una serie di importanti operazioni strategiche, compresa la ridefinizione della strategia e la continua implementazione della stessa, così come la un'ulteriore ottimizzazione della produzione, ci sentiamo ci sono abbastanza opportunità per il futuro".

www.bavaria.com

martedì 23 aprile 2013

Lottomatica e Ingenico sarà la rete NFC più estesa d'Italia

Lottomatica ha scelto Ingenico, leader mondiale nelle soluzioni di pagamento elettronico, per la gestione dell'intera rete di terminali POS di cui ne rinnoverà anche la tecnologia trasformandoli nella rete di accettazione contactless/Nfc più ampia del mercato italiano.

 

Ad oggi Lottomatica ha attivi più di 120.000 terminali POS attraverso i quali è possibile offrire, presso le ricevitorie, i bar e le edicole, un'ampia gamma di servizi ai cittadini tra cui ricariche e pagamenti di utenze, tributi e servizi. Al termine delle operazioni di rinnovamento tecnologico, che avverrà entro fine 2013, 85.000 dei sopra citati terminali POS di Lottomatica potranno erogare gli stessi servizi con un elevato grado di sicurezza e di affidabilità, accettando il pagamento anche tramite carta o telefonino NFC. La scelta di Lottomatica deriva da anni di collaborazione consolidata con Ingenico, concretizzatasi nella fornitura di terminali POS, servizi tecnici di assistenza post-vendita in ambiente multi-vendor e software dedicati. Secondo quanto stabilito dal contratto, Ingenico prenderà in carico la gestione tecnica dell'intera rete di terminali Lottomatica tramite un contratto della durata di cinque anni e si impegnerà anche a rinnovare la tecnologia degli apparati in field. In particolare, tutti i terminali Lottomatica saranno aggiornati con moderni moduli di comunicazione GPRS o Ethernet/TCP-IP e con la tecnologia contactless/NFC in modo che possano diventare punti di accettazione delle carte di nuova generazione e dei nuovi strumenti mobili che si stanno diffondendo anche nel nostro Paese. "Grazie a questo accordo l'offerta Lottomatica si amplia in quanto, oltre agli innumerevoli servizi commerciali, potrà offrire servizi innovativi Tap&Go basati sulla tecnologia NFC – ha dichiarato l'Ing. Giovanni Rando Mazzarino, Chief Technology Officer di Lottomatica – Nel corso del 2013 saranno installati 85.000 POS in tecnologia NFC in altrettanti Punti Vendita, che possono rappresentare il principale volano su cui far partire in Italia i micro-pagamenti con moneta elettronica". "L'accordo con Lottomatica è uno dei più significativi mai siglati da Ingenico Italia ed è forte l'entusiasmo e l'orgoglio da parte di tutto il team  – ha aggiunto l'Ing. Luciano Cavazzana, Presidente e Amministratore Delegato di Ingenico Italia – L'attenzione di Ingenico per i servizi post-vendita si dimostra nella qualità dell'offerta e nella capacità di personale dedicato a seguire il cliente nella gestione quotidiana dei prodotti: sarà questo uno degli aspetti più importanti su cui punteremo per soddisfare al meglio le esigenze di Lottomatica. Inoltre l'aggiornamento del parco con la nuova tecnologia consentirà di allargare ancor di più la rete di accettazione contactless/NFC per agevolare i pagamenti mobile con strumenti nuovi, quali smartphone e tablet ".

 

 

www.ingenico.it  -  www.lottomaticagroup.com

 

venerdì 19 aprile 2013

Mamme e crisi: nel 2012 calo di 89,3 mln di euro negli acquisti per i bimbi

Per la prima volta dal dopoguerra le mamme italiane cominciano a risparmiare anche sui prodotti per i bambini da 0 a 36 mesi, i cosiddetti Baby product, (prodotti Alimentari, per la Nutrizione e per la Pulizia del bambino). È quanto emerge dal 1° Rapporto annuale sui comportamenti d'acquisto nella maternità realizzato da Marketing Management, Istituto di ricerche statistiche e sondaggi di opinione, effettuato sul Panel MaterCom – 2000 mamme di tutta Italia con figli da 0 a 36 mesi o in stato interessante -  e presentato all'Università IULM di Milano. Nel 2012 il valore del mercato dei Baby product si è attestato intorno ai 2 miliardi di euro e le mamme italiane - sottolinea la ricerca - hanno ridotto gli acquisti per i figli più piccoli del 4,3% rispetto al 2011, facendo registrare al settore, in genere meno elastico rispetto alla crisi, un calo pari a 89,3 milioni di euro. Ad incidere maggiormente sulla contrazione dei consumi è il comparto alimentare (come latte artificiale, omogeneizzati, biscotti, formaggini e yogurt fresco) per il 62% del valore totale, seguito dai prodotti per la pulizia del bambino (come salviette detergenti, olio, prodotti per il bagnetto, shampoo, latte detergente, etc.) per il 13% mentre il risparmio sui prodotti per la nutrizione (succhietti, biberon, tettarelle, sterilizzatori, frullatori, bavaglini, etc.) risulta pari al 25% del valore totale. Tra i prodotti che hanno subito un maggiore calo d'acquisto si riscontra il latte artificiale (23,7 milioni di euro in meno rispetto al 2011). Le mamme italiane lo percepiscono infatti come un prodotto facilmente sostituibile con il latte materno o con il latte a lunga conservazione. Seguono gli omogeneizzati, la cui flessione rispetto al 2011 è del 9,3% (pari a circa - 20 milioni di euro) e i biscotti il cui calo si attesta intorno al 9,3% pari a 11,5 milioni di euro in meno rispetto al 2011. Nonostante le modalità di risparmio siano diverse da prodotto a prodotto, è stato possibile individuare le più frequenti strategie di risparmio: la riduzione dei consumi, l'incremento del ricorso agli acquisti promozionali, il maggior utilizzo delle piccole marche, il ricorso all'utilizzo dei prodotti per adulti anche per i più piccoli nonché l'incremento dell'acquisto di Private Label. La riduzione dei livelli di consumo è la principale strategia di risparmio delle famiglie italiane. Sul valore complessivo della contrazione dei Baby Product rispetto al 2011, ben 26,3 milioni di euro sono imputabili alla contrazione della quantità di prodotti acquistati. L'atteggiamento prevalente si è orientato su due fronti: da un lato rinviare il più possibile acquisti superflui (come ad esempio la sostituzione del biberon, del ciuccio, etc.) e dall'altro ridurre lo spreco, utilizzando la minor quantità di prodotto possibile (ad es. utilizzo di un minor numero di salviette detergenti, di prodotti per il bagnetto, di creme e oli, riduzione del numero di cambi del pannolino, etc.). Gli acquisti in promozione giocano un ruolo significativo nelle strategie di risparmio delle famiglie italiane. Nell'ambito dei consumi per bambini da 0 a 36 mesi, il peso degli acquisti riferibile in modo esclusivo a prodotti Baby è aumentato di circa il 6,6% rispetto al 2011 passando da 30,3% a 36,9%, per un valore complessivo stimato di circa 536,4 milioni di euro (circa 559,8 nel 2011). Mediante la maggior ricerca di prezzi e/o offerte promozionali, le famiglie italiane hanno realizzato un risparmio di 23,6 milioni di euro rispetto al 2011, dei quali solo 7,3 milioni sono imputabili al comparto alimentare mentre i restanti 16,3 provengono dai comparti Pulizia e Nutrizione. Il contesto economico di crisi generalizzata e l'esigenza di contenimento della spesa hanno favorito nel 2012 una crescita delle piccole marche. Confrontando i dati del 2011 con il 2012 si osserva come i livelli di fedeltà al Brand si stiano riducendo e contestualmente stia aumentando la capacità delle piccole marche di aggredire il mercato. Attraverso esse le famiglie italiane hanno potuto risparmiare nel 2012 circa 8 milioni di euro rispetto all'anno precedente. L'esigenza di abbandonare i "Top Brand" a favore di marche più economiche risulta trasversale al reddito familiare. Nel 2012 i "prodotti adult" quelli dedicati appunto agli adulti hanno rappresentato circa il 27% degli acquisti complessivi relativi ai consumi dei bambini fra 0 e 36 mesi d'età, per un valore stimato di circa 537,8 milioni di euro. Il fenomeno è in crescita rispetto al 2011 (+1,4%). Il peso è risultato  significativamente più elevato nell'ambito del comparto alimentare (30,2%, con il +1,5% rispetto al 2011) e mediamente più contenuto nel caso dei prodotti no-food (20,1%). Decisamente più contenuto rispetto al fenomeno dell'adult è risultato il peso delle Private Label nell'ambito degli acquisti per i bambini da 0 a 36 mesi. Sebbene in crescita (+0,2% rispetto al 2011) il fenomeno appare di dimensioni meno significative, attestando la propria quota in valore sul 2,7% del "Totale Baby Product", stimata in circa 53,8 milioni di euro. Il risparmio realizzato dalle famiglie italiane nel 2012 mediante lo spostamento di consumi su Private Label è di circa 1,3 milioni di euro. "Il settore della maternità che fino al 2011 non era mai stato influenzato dal ciclo economico generale  -  ha dichiarato Salvatore Limuti, Amministratore Delegato di Marketing Management - nel corso del 2012 ha messo in luce la resilienza delle mamme che hanno modificato i loro comportamenti in modo significativo. È un target in evoluzione che obbliga ad una visione più attenta e dinamica per meglio misurare i Baby Product".

mercoledì 17 aprile 2013

A Smau Padova presentati i vantaggi del controllo informatico nella gestione marittima

A Smau Padova presentati i vantaggi del controllo informatico nella gestione marittima
Il caso di Venezia Terminal Passeggeri di beanTech e Dell

Una società marittima protegge i passeggeri grazie a un'infrastruttura IT virtualizzata. È stata presentata a Smau Padova la case history di Venezia Terminal Passeggeri, società fondata nel 1997 dall'Autorità Portuale per promuovere e incrementare l'attività passeggeri nel porto di Venezia. Grazie al progetto realizzato da beanTech e Dell, Venezia Terminal Passeggeri ha consolidato la rete IT di oltre il 30% e aumentato le prestazioni e la stabilità dei sistemi essenziali per i passeggeri grazie alla virtualizzazione.
La società ha collaborato con Dell e beanTech per distribuire un ambiente virtualizzato, raggiungendo così diversi vantaggi: evitare ritardi per i passeggeri e garantire la protezione dei dati; avere la possibilità di aggiungere facilmente nuovo software o server in pochi minuti; garantire i servizi per i passeggeri anche durante le attività di manutenzione IT; risparmiare sui costi e aumentare l'efficienza energetica grazie al consolidamento del 30% della rete; dare la possibilità agli amministratori IT di dedicare più tempo ad attività strategiche.
Venezia Terminal Passeggeri gestisce la fornitura di servizi a tutte le navi (crociere, traghetti, aliscafi, catamarani), che approdano nello scalo lagunare. Venezia Terminal Passeggeri svolge la propria attività di supporto alle navi in transito nel porto della città, occupandosi della gestione dei passeggeri e di tutta una vasta gamma di servizi dalle informazioni sulle banchine, alla programmazione accosti, dai controllo di sicurezza, alle dotazioni di bordo.
L'infrastruttura non più attuale di Venezia Terminal Passeggeri aveva cominciato a destare qualche preoccupazione presso i responsabili IT. «Sapevamo che era giunto il momento di migliorare l'efficienza operativa e ridurre costi e rischi - afferma Paolo Saro, responsabile IT di Venezia Terminal Passeggeri -. La nostra preoccupazione principale era legata ai rischi di un guasto di sistema, che avrebbe potuto causare la perdita di dati e l'interruzione dei servizi ai passeggeri e agli operatori marittimi con notevoli disagi e danni d'immagine alla società». Venezia Terminal Passeggeri cercava una soluzione di virtualizzazione che aumentasse l'efficienza e allo stesso tempo consentisse di creare un ambiente più scalabile con rischi minori. «Abbiamo scelto la soluzione di Dell e beanTech per via della sua qualità e completezza. È una soluzione flessibile e ricca di funzionalità perfettamente adattabili alle nostre esigenze» afferma Saro.

beanTech Srl è un'azienda con comprovata esperienza nel settore dell'Information and Communication Technology specializzata nell'integrazione di soluzioni informatiche (System Integration) e nell'attività di ricerca connessa allo sviluppo software (Laboratorio di Ricerca riconosciuto dal MIUR - Ministero per l'Istruzione, Università e Ricerca).
Partner Microsoft, VMware, Dell, beanTech è in grado di offrire soluzioni affidabili ed un servizio qualificato, garantito dalle numerose certificazioni tecniche e dalle specifiche di qualità richieste dalla certificazione UNI-EN ISO 9001:2008 per l'assistenza e la consulenza informatica.

Informazioni sul sito internet www.beantech.it